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Angelo Muriotto artista scultore

ANGELO MURIOTTO

SCOLPIRE

Leggerezza e luce”

Il ciclo rappresenta il punto di arrivo di una lunga ricerca che ha condotto l’artista a ridiscutere il valore dell’oggetto artistico. Lamine di plexiglas perforate con il laser descrivono, con il vuoto del taglio, forme e figure. Le parti risultanti dalla perforazione vengono incollate su una lamina di metallo intercambiabile retrostante, distante 4 centimetri dall’altra, per tracciare un secondo disegno che riprende, a rilievo, il primo. Si forma così una scatola di aria, mutevole come la luce che varia al variare della lamina, eterea come le ombre e i riflessi del disegno che falsano la lettura dei piani compositivi per ridiscutere il simbiotico rapporto tra elementi fisici e metafisici.

VETRATE

Ciclo di lavori ispirati alle preziosità e alle raffinatezze delle finestre dei palazzi veneziani. Il pannello rivestito con frammenti di vetro oltre la griglia delle sculture riflette e frammenta il mondo esterno. L’elemento luminoso, penetrati i tagli della prima superficie, rimane intrappolato nello spazio delimitato dalla scatola di plexiglas e, trascendendo la realtà con inganni optical e cromodinamismi, interagisce con i cristalli e le resine, contribuendo alla creazione di una seconda realtà virtuale che l’artista vuole svelarci.

FILI

Leggeri fili di cotone appesi ma liberi di fluttuare nell’aria oppure fili di acciaio e nylon, tenuti in tensione da tiranti, individuano sulla prima superficie dell’opera – talvolta bianca, talvolta modificata da campiture cromatiche – una seconda struttura aerea, svincolata dalla prima eppure da essa dipendente, determinata dai punti significativi di un disegno astratto. I segmenti tracciati dai fili, netti e diretti, segnano tragitti lineari per determinare una forma pittorica assente, solo sottesa.

LEGGEREZZA

Luce e ombra esistono sospesi tra i pieni e i vuoti, ponendo in relazione il nulla con il tutto, citando la presenza dell’opera attraverso la sua negazione, individuando il giusto rapporto armonico fra pesantezza e leggerezza. “La leggerezza non è togliere peso rimuovendo gli elementi superflui all’opera” ci ricorda l’artista “piuttosto il compimento di un’idea che appaia si leggera ma anche in movimento e invenzione e fantasia”.

MODULO QUADRO

Energiaservizi.srl ha chiesto all’artista lo studio di un pannello fotovoltaico diverso dai soliti. L’artista lo ha progettato di forma quadrata e lo ha chiamato “Modulo Quadro”. Di giorno il pannello produce energia, con il buio si illumina evidenziando la figura disegnata sul panello stesso. Il modulo è pensato per essere installato sul fronte di un’abitazione quale segno identificativo, similmente a quanto facevano e fanno i pescatori di Burano dipingendo la facciata della propria casa con colori vivacissimi.

GRANDI SCULTURE

Con le grandi sculture l’artista ridiscute il rapporto tra oggetto artistico e ambiente, inserendo lavori di grandi dimensioni in spazi di aria e di luce, elementi naturali dai quali le strutture portanti metalliche si lasciano permeare. Instaura così, tra le strutture verticali delle sculture e la realtà fenomenica esterna, simbiotiche interdipendenze, per modificare la lettura del territorio lasciando che il territorio stesso modifichi la lettura delle sculture.

FORME

Le forme concave e convesse, volumi semisferici o ellissoidali, sono materie fluide e vive che si espandono nello spazio; fuoriescono dal piano bidimensionale manifestandosi gradualmente nell’ambiente sotto forma di monocrome o bicrome estroflessioni e introflessioni per svelare nuovi angoli di osservazione, nuove riflessioni e per favorire simboliche intromissioni visuali verso il centro pulsante dell’opera.

INSTALLAZIONI

Grandi pannelli quadrati, rettangolari o di forma irregolare di bacchette di vetro e cristalli bianchi o colorati, lavorati a caldo con la tecnica della vetrofusione, forniscono all’artista il pretesto per introdurre nella propria ricerca l’elemento narrativo, solitamente assente dai suoi lavori. Giustapposti lungo le pareti degli spazi espositivi i pannelli raccontano storie (Alì Baba e i quaranta ladroni), simulano gli elementi della natura (Nuvole), rievocano atmosfere gioiose (Gioco di bimbi).

MUSICA

La tendenza all’astrazione delle forme, la ricerca di costrutti minimali, la semplificazione geometrica degli elementi significanti che caratterizzano la poetica dell’artista, avvicinano questi linguaggi figurativi ed espressivi al mondo della musica le cui regole strutturali armoniche sembrano reggerne e determinarne le composizioni.

BACCHETTE DI VETRO

Presenti in molteplici produzioni dell’artista, le bacchette di vetro bianche o colorate hanno formato dapprima una barriera visiva e concettuale al secondo piano dell’opera, poste linearmente sulla prima superficie delle sculture, a sancire un netto distacco tra l’opera d’arte e il suo doppio, la vita. Con la vetrofusione poi, l’artista ha creato una griglia ancora più fitta, apparentemente impenetrabile, aperta però ai riverberi e alle infiltrazioni luminose.

COTISSO

Il cotisso, scaglie di vetro colorato scarto di lavorazione del vetro di Murano, trattato con la vetrofusione, combinato in infinite variabili, applicato con resine sulle superfici a specchio o di plexiglas delle sculture, riverbera, amplifica e frammenta la luce esterna che illumina l’opera; con l’uso di questo materiale, l’elemento luminoso diviene interlocutore privilegiato di ciascuna opera.

ARCHETIPI

Nella rinuncia allo stereotipo (e nel bisogno di intraprendere un percorso di ricerca verso forme archetipiche della figurazione) emerge il paradigma indagativo dell’artista, la tensione cioè alla purezza formale, all’immediatezza espressiva, al bisogno di sintesi, forse alla demistificazione dell’oggetto artistico stesso.

PROGETTI

Nella ricerca empirica su molti ed eterogenei materiali condotta dall’artista in studio, alcuni (metalli, plexiglas, caratteri per stampa, vetro) sono divenuti elementi imprescindibili di una originale poetica artistica, altri invece (piume, trucioli e scarti di lavorazione del metallo, bottiglie di vetro) elementi compositivi di alcune singolari produzioni temporaneamente abbandonate, prototipi in potenziale attesa di nuovi sviluppi futuri.

ACCAMPAMENTI

“Romani

Su sfondi pittorici caratterizzati da rossi intensi si sviluppano le semplici e immediate geometrie piane dei reticoli degli accampamenti romani, tracciate lungo assi ortogonali con lettere di piombo che delimitano e racchiudono in spazi fisici definiti i pensieri dell’artista, le sue riflessioni circa la storia dell’uomo, pretesto narrativo per svelare e ridiscutere le violenze perpetrate da ciascuna cultura. La struttura ordinata della composizione rimanda all’ordine degli accampamenti militari.

BORGHI

Agglomerati di cristalli di vetro, caratteri di piombo e bacchette di vetro piantati sui supporti plastici degli oggetti scultorei e fori praticati sulla superficie dell’opera tracciano i perimetri e delineano gli sviluppi urbanistici di futuribili e utopiche città.

CALIGRAMMI

Il calligramma è un tipo di componimento poetico fatto per essere guardato oltre che essere letto. L’artista ha illustrato, con caratteri tipografici dismessi, alcuni aforismi di grandi personalità del passato. Le stelle sono buchi nel celo da cui penetra la luce dell’infinito “Confucio”. Se io ti do una mela e tu mi dai una mela… “J.G.B Shaw”. Dio ci ha donato la memoria così possiamo avere le rose anche a dicembre “J.B. Barrie”. Io sono ancora di quelli…. “Italo Calvino”

GUTTEMBERG

L’uso dei caratteri di piombo e di legno, oggetti ormai dismessi dall’avvento dell’informatica e del digitale, vengono riscoperti e utilizzati dall’artista in molte produzioni riconducibili a questo fondamentale ciclo di ricerca. La bellezza del carattere mobile, omaggio alla stampa inventata da Johannes Gutenberg, recupera l’oggetto in virtù delle sue potenzialità estetiche intrinseche per formare immagini astratte, dal valore assoluto e “collegare”, come spiega l’artista, “il Rinascimento al XXI secolo”.

LAMIERE

“Antisdrucciolo

Le lamiere antisdrucciolo, prodotte industrialmente con vari materiali, vengono realizzate con rilievi a rombo per dar loro maggior rigidità e resistenza al calpestio ed allo scivolamento e impiegate principalmente per camminamenti. Grazie al rilievo dei rombi, l’oggetto assomiglia vagamente a una tela estroflessa di Castellani e, oltre a risvegliare nell’osservatore un istinto di fruizione tattile, diviene pretesto per ridiscutere i principi di autoreferenzialità estetica del prodotto artistico.

LAMIERE

“Stirate”

L’uso di questo materiale, mutuato dal mondo dell’edilizia, ha permesso all’artista di intraprendere un ragionamento sull’oggetto artistico e sulla sua valenza espressiva latente, sulla sua bellezza intrinseca, sul suo potenziale significato comunicativo. Un objet trouvé duchampiano pronto all’uso, selezionato dall’artista poiché bello per se stesso, in virtù delle sue caratteristiche estetiche.

LAMINE

Lamine di zinco, alluminio, piombo, rame, ottone, lavorate a sbalzo e a bulino, talvolta modificate dall’azione del fuoco e di acidi corrosivi, raccontano storie nelle quali si incontrano elementi alchemici e pensieri filosofici. Accolgono i segni impressi dall’artista che ne mutano le strutture evidenziando la bellezza intrinseca dei materiali.

Angelo Muriotto artista scultore

Angelo Muriotto

pensieri e parole

quello che non dicono

ORIZZINTE: “Solo su una spiaggia deserta. Immenso il mare.”

Angelo Muriotto

AUTORITRATTO: “Sono-sono stato-credo di essere-vorrei essere-altri credono-sarò”.

Angelo Muriotto

UOMO: “L’uomo ha imparato a stare eretto per guardare le stelle.”

Angelo Muriotto