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ANGELO MURIOTTO

Foggia 1937; veneziano d’adozione, lavora a Quarto d’Altino.

Dal 2011 si dedica esclusivamente all’arte.

Con l’esperienza maturata nelle vite precedenti come barcaiolo, progettista e altro, ha intrapreso un’appassionata indagine sulle potenzialità latenti dei materiali: ottone, rame, bronzo, piombo, acciaio inox e corten, cotisso, lamiere stirate e antisdrucciolo, trucioli di lavorazione al tornio, caratteri per stampare dismessi, cappelli per camino girevoli, cannette di vetro, plexiglas e altro per affrancare questi elementi (divenuti selezionati strumenti per la formazione del personale vocabolario artistico) dal vincolo della loro originaria funzione d’uso, per dotarli di nuova vita, per elevarli da una lettura estetica a un livello concettuale più profondo e analizzare così i principi, le modalità e le finalità del fare arte.

La complessa personalità dell’artista è emersa, nel tempo, sotto forma di reiterate sperimentazioni di azzardati assemblaggi, empirici accostamenti, ininterrotti cicli produttivi; una febbrile attività che ha originato, in pochi anni, un’eterogenea produzione scandita da semplici concetti, da riflessioni sulla visione artistica e, in senso lato, sui valori dell’esistenza che gli ha dato la possibilità di pervenire, con l’ultimo, alla sintesi di Scolpire leggerezza e luce, conducendo la sua ricerca a un livello metafisico.

La ricerca della semplicità è divenuta così il paradigma per decostruire l’opera d’arte, romperne l’autoreferenzialità, riconsiderarne la funzione estetica e per spingerne la comprensione oltre la seduzione delle lucentezze e brillantezze riverberate dai vetri e dai metalli specchianti, oltre le iperboli cromatiche delle vernici traslucenti, oltre le piacevolezze tattili dei metalli ondulati e delle plastiche lavorate con precisione al laser, oltre le innumerevoli stratificazioni – strutturali e concettuali – di cui si compongono le sue scatole scultoree, fino all’ultima e più profonda superficie, dove l’artista ha dapprima catturato l’elemento luminoso per poi lasciarlo libero.

Nella natura duale della luce, fisica e metafisica, l’artista ha racchiuso l’essenza dell’opera, talvolta lieve presenza chiaroscurale, talvolta leggero tratteggio d’ombra sul muro, talvolta eterea e discreta presenza, talvolta riverbero incorporeo, sempre comunque materia trascendente ed epifanica manifestazione di un’Idea neoplatonica della quale, questi lavori, sono contenitori.

E nella quotidiana ricerca della presenza metafisica, Angela Muriotto continua a esprimere l’anelito all’indefinito, all’immaterialità, alla levità, alla luce.

Artista Angelo Muriotto