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SCOLPIRE LEGGEREZZA E LUCE

Il ciclo rappresenta il punto di arrivo di una lunga ricerca che ha condotto l’artista a ridiscutere il valore dell’oggetto artistico. Lamine di plexiglas perforate con il laser descrivono, con il vuoto del taglio, forme e figure. Le parti risultanti dalla perforazione vengono incollate su una lamina di metallo intercambiabile retrostante, distante 4 centimetri dall’altra, per tracciare un secondo disegno che riprende, a rilievo, il primo. Si forma così una scatola di aria, mutevole come la luce che varia al variare della lamina, eterea come le ombre e i riflessi del disegno che falsano la lettura dei piani compositivi per ridiscutere il simbiotico rapporto tra elementi fisici e metafisici.

SCOLPIRE LEGGEREZZA E LUCE

Il ciclo rappresenta il punto di arrivo di una lunga ricerca che ha condotto l’artista a ridiscutere il valore dell’oggetto artistico. Lamine di plexiglas perforate con il laser descrivono, con il vuoto del taglio, forme e figure. Le parti risultanti dalla perforazione vengono incollate su una lamina di metallo intercambiabile retrostante, distante 4 centimetri dall’altra, per tracciare un secondo disegno che riprende, a rilievo, il primo. Si forma così una scatola di aria, mutevole come la luce che varia al variare della lamina, eterea come le ombre e i riflessi del disegno che falsano la lettura dei piani compositivi per ridiscutere il simbiotico rapporto tra elementi fisici e metafisici.

VETRATE

Ciclo di lavori ispirati alle preziosità e alle raffinatezze delle finestre dei palazzi veneziani. Il pannello rivestito con frammenti di vetro oltre la griglia delle sculture riflette e frammenta il mondo esterno. L’elemento luminoso, penetrati i tagli della prima superficie, rimane intrappolato nello spazio delimitato dalla scatola di plexiglas e, trascendendo la realtà con inganni optical e cromodinamismi, interagisce con i cristalli e le resine, contribuendo alla creazione di una seconda realtà virtuale che l’artista vuole svelarci.

VETRATE

Ciclo di lavori ispirati alle preziosità e alle raffinatezze delle finestre dei palazzi veneziani. Il pannello rivestito con frammenti di vetro oltre la griglia delle sculture riflette e frammenta il mondo esterno. L’elemento luminoso, penetrati i tagli della prima superficie, rimane intrappolato nello spazio delimitato dalla scatola di plexiglas e, trascendendo la realtà con inganni optical e cromodinamismi, interagisce con i cristalli e le resine, contribuendo alla creazione di una seconda realtà virtuale che l’artista vuole svelarci.

FILI

Leggeri fili di cotone appesi ma liberi di fluttuare nell’aria oppure fili di acciaio e nylon, tenuti in tensione da tiranti, individuano sulla prima superficie dell’opera – talvolta bianca, talvolta modificata da campiture cromatiche – una seconda struttura aerea, svincolata dalla prima eppure da essa dipendente, determinata dai punti significativi di un disegno astratto. I segmenti tracciati dai fili, netti e diretti, segnano tragitti lineari per determinare una forma pittorica assente, solo sottesa.

FILI

Leggeri fili di cotone appesi ma liberi di fluttuare nell’aria oppure fili di acciaio e nylon, tenuti in tensione da tiranti, individuano sulla prima superficie dell’opera – talvolta bianca, talvolta modificata da campiture cromatiche – una seconda struttura aerea, svincolata dalla prima eppure da essa dipendente, determinata dai punti significativi di un disegno astratto. I segmenti tracciati dai fili, netti e diretti, segnano tragitti lineari per determinare una forma pittorica assente, solo sottesa.

LEGGEREZZA

Luce e ombra esistono sospesi tra i pieni e i vuoti, ponendo in relazione il nulla con il tutto, citando la presenza dell’opera attraverso la sua negazione, individuando il giusto rapporto armonico fra pesantezza e leggerezza. “La leggerezza non è togliere peso rimuovendo gli elementi superflui all’opera” ci ricorda l’artista “piuttosto il compimento di un’idea che appaia si leggera ma anche in movimento e invenzione e fantasia”.

LEGGEREZZA

Luce e ombra esistono sospesi tra i pieni e i vuoti, ponendo in relazione il nulla con il tutto, citando la presenza dell’opera attraverso la sua negazione, individuando il giusto rapporto armonico fra pesantezza e leggerezza. “La leggerezza non è togliere peso rimuovendo gli elementi superflui all’opera” ci ricorda l’artista “piuttosto il compimento di un’idea che appaia si leggera ma anche in movimento e invenzione e fantasia”.

MODULO QUADRO

Energiaservizi.srl ha chiesto all’artista lo studio di un pannello fotovoltaico diverso dai soliti. L’artista lo ha progettato di forma quadrata e lo ha chiamato “Modulo Quadro”. Di giorno il pannello produce energia, con il buio si illumina evidenziando la figura disegnata sul panello stesso. Il modulo è pensato per essere installato sul fronte di un’abitazione quale segno identificativo, similmente a quanto facevano e fanno i pescatori di Burano dipingendo la facciata della propria casa con colori vivacissimi.

MODULO QUADRO

Energiaservizi.srl ha chiesto all’artista lo studio di un pannello fotovoltaico diverso dai soliti. L’artista lo ha progettato di forma quadrata e lo ha chiamato “Modulo Quadro”. Di giorno il pannello produce energia, con il buio si illumina evidenziando la figura disegnata sul panello stesso. Il modulo è pensato per essere installato sul fronte di un’abitazione quale segno identificativo, similmente a quanto facevano e fanno i pescatori di Burano dipingendo la facciata della propria casa con colori vivacissimi.

GRANDI SCULTURE

SCIAME DI LUCCIOLE 2017

Semisfera, diametro metri 3. Scultura realizzata con una trentina di cappelli per cammino girevoli in acciaio inox specchiante posizionati su un telaio di acciaio. All’interno di ciascun cappello è collocato un faretto a led che si accende col buio. I cappelli sospinti dall’aria girano e con il buio, illuminati dalla luce dei faretti, producono luccichii tremolanti che danno la percezione del volo di uno sciame di lucciole.

FIBONACCI 2017

Acciaio inox specchiante, m. 2 x m. 1.80 x m. 4.30 H Per realizzare la sagoma della scultura, interpretazione di un albero, l’artista ha pensato a una forma simile a quella che raffigura la successione numerica di Fibonacci. Le foglie sono simboleggiate da camini girevoli di acciaio specchiante.

LA GIUSTIZIA 2014

Acciaio corten, m. 0.70 x m. 0.70 x m. 3.40 H E’ una torre realizzata con 18 gabbiette, ciascuna di formato cm. 15 x cm. 15 x cm. 15, che sostiene una gabbia più grande, di cm. 70 x 70 x70. All’interno della gabbia è collocata una bilancia con piatti disuguali tenuti in equilibrio da pesi di entità diversa.

LA FORTEZZA BASTIANI 2012

Acciaio inox verniciato. Gruppo scultorio composto da 6 elementi, ciascuno alto m. 4, inseriti in un quadrato di m. 2.50. La Fortezza Bastiani, ispirata al romanzo Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, è immaginata al limite di un irreale e metaforico deserto, sperduta fuori dallo spazio e dal tempo, in una dimensione surreale nella quale niente ha un vero significato.

GRANDI SCULTURE

SCIAME DI LUCCIOLE 2017

Semisfera, diametro metri 3. Scultura realizzata con una trentina di cappelli per cammino girevoli in acciaio inox specchiante posizionati su un telaio di acciaio. All’interno di ciascun cappello è collocato un faretto a led che si accende col buio. I cappelli sospinti dall’aria girano e con il buio, illuminati dalla luce dei faretti, producono luccichii tremolanti che danno la percezione del volo di uno sciame di lucciole.

FIBONACCI 2017

Acciaio inox specchiante, m. 2 x m. 1.80 x m. 4.30 H Per realizzare la sagoma della scultura, interpretazione di un albero, l’artista ha pensato a una forma simile a quella che raffigura la successione numerica di Fibonacci. Le foglie sono simboleggiate da camini girevoli di acciaio specchiante.

LA GIUSTIZIA 2014

Acciaio corten, m. 0.70 x m. 0.70 x m. 3.40 H E’ una torre realizzata con 18 gabbiette, ciascuna di formato cm. 15 x cm. 15 x cm. 15, che sostiene una gabbia più grande, di cm. 70 x 70 x70. All’interno della gabbia è collocata una bilancia con piatti disuguali tenuti in equilibrio da pesi di entità diversa.

LA FORTEZZA BASTIANI 2012

Acciaio inox verniciato. Gruppo scultorio composto da 6 elementi, ciascuno alto m. 4, inseriti in un quadrato di m. 2.50. La Fortezza Bastiani, ispirata al romanzo Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, è immaginata al limite di un irreale e metaforico deserto, sperduta fuori dallo spazio e dal tempo, in una dimensione surreale nella quale niente ha un vero significato.

FORME

Le forme concave e convesse, volumi semisferici o ellissoidali, sono materie fluide e vive che si espandono nello spazio; fuoriescono dal piano bidimensionale manifestandosi gradualmente nell’ambiente sotto forma di monocrome o bicrome estroflessioni e introflessioni per svelare nuovi angoli di osservazione, nuove riflessioni e per favorire simboliche intromissioni visuali verso il centro pulsante dell’opera.

FORME

Le forme concave e convesse, volumi semisferici o ellissoidali, sono materie fluide e vive che si espandono nello spazio; fuoriescono dal piano bidimensionale manifestandosi gradualmente nell’ambiente sotto forma di monocrome o bicrome estroflessioni e introflessioni per svelare nuovi angoli di osservazione, nuove riflessioni e per favorire simboliche intromissioni visuali verso il centro pulsante dell’opera.

INSTALLAZIONI

Grandi pannelli quadrati, rettangolari o di forma irregolare di bacchette di vetro e cristalli bianchi o colorati, lavorati a caldo con la tecnica della vetrofusione, forniscono all’artista il pretesto per introdurre nella propria ricerca l’elemento narrativo, solitamente assente dai suoi lavori. Giustapposti lungo le pareti degli spazi espositivi i pannelli raccontano storie (Alì Baba e i quaranta ladroni), simulano gli elementi della natura (Nuvole), rievocano atmosfere gioiose (Gioco di bimbi).

INSTALLAZIONI

Grandi pannelli quadrati, rettangolari o di forma irregolare di bacchette di vetro e cristalli bianchi o colorati, lavorati a caldo con la tecnica della vetrofusione, forniscono all’artista il pretesto per introdurre nella propria ricerca l’elemento narrativo, solitamente assente dai suoi lavori. Giustapposti lungo le pareti degli spazi espositivi i pannelli raccontano storie (Alì Baba e i quaranta ladroni), simulano gli elementi della natura (Nuvole), rievocano atmosfere gioiose (Gioco di bimbi).

MUSICA

La tendenza all’astrazione delle forme, la ricerca di costrutti minimali, la semplificazione geometrica degli elementi significanti che caratterizzano la poetica dell’artista, avvicinano questi linguaggi figurativi ed espressivi al mondo della musica le cui regole strutturali armoniche sembrano reggerne e determinarne le composizioni.

MUSICA

La tendenza all’astrazione delle forme, la ricerca di costrutti minimali, la semplificazione geometrica degli elementi significanti che caratterizzano la poetica dell’artista, avvicinano questi linguaggi figurativi ed espressivi al mondo della musica le cui regole strutturali armoniche sembrano reggerne e determinarne le composizioni.

BACCHETTE DI VETRO

Presenti in molteplici produzioni dell’artista, le bacchette di vetro bianche o colorate hanno formato dapprima una barriera visiva e concettuale al secondo piano dell’opera, poste linearmente sulla prima superficie delle sculture, a sancire un netto distacco tra l’opera d’arte e il suo doppio, la vita. Con la vetrofusione poi, l’artista ha creato una griglia ancora più fitta, apparentemente impenetrabile, aperta però ai riverberi e alle infiltrazioni luminose.

BACCHETTE DI VETRO

Presenti in molteplici produzioni dell’artista, le bacchette di vetro bianche o colorate hanno formato dapprima una barriera visiva e concettuale al secondo piano dell’opera, poste linearmente sulla prima superficie delle sculture, a sancire un netto distacco tra l’opera d’arte e il suo doppio, la vita. Con la vetrofusione poi, l’artista ha creato una griglia ancora più fitta, apparentemente impenetrabile, aperta però ai riverberi e alle infiltrazioni luminose.

COTISSO

Il cotisso, scaglie di vetro colorato scarto di lavorazione del vetro di Murano, trattato con la vetrofusione, combinato in infinite variabili, applicato con resine sulle superfici a specchio o di plexiglas delle sculture, riverbera, amplifica e frammenta la luce esterna che illumina l’opera; con l’uso di questo materiale, l’elemento luminoso diviene interlocutore privilegiato di ciascuna opera.

COTISSO

Il cotisso, scaglie di vetro colorato scarto di lavorazione del vetro di Murano, trattato con la vetrofusione, combinato in infinite variabili, applicato con resine sulle superfici a specchio o di plexiglas delle sculture, riverbera, amplifica e frammenta la luce esterna che illumina l’opera; con l’uso di questo materiale, l’elemento luminoso diviene interlocutore privilegiato di ciascuna opera.

ARCHETIPI

Nella rinuncia allo stereotipo (e nel bisogno di intraprendere un percorso di ricerca verso forme archetipiche della figurazione) emerge il paradigma indagativo dell’artista, la tensione cioè alla purezza formale, all’immediatezza espressiva, al bisogno di sintesi, forse alla demistificazione dell’oggetto artistico stesso.

ARCHETIPI

Nella rinuncia allo stereotipo (e nel bisogno di intraprendere un percorso di ricerca verso forme archetipiche della figurazione) emerge il paradigma indagativo dell’artista, la tensione cioè alla purezza formale, all’immediatezza espressiva, al bisogno di sintesi, forse alla demistificazione dell’oggetto artistico stesso.

PROGETTI

Nella ricerca empirica su molti ed eterogenei materiali condotta dall’artista in studio, alcuni (metalli, plexiglas, caratteri per stampa, vetro) sono divenuti elementi imprescindibili di una originale poetica artistica, altri invece (piume, trucioli e scarti di lavorazione del metallo, bottiglie di vetro) elementi compositivi di alcune singolari produzioni temporaneamente abbandonate, prototipi in potenziale attesa di nuovi sviluppi futuri.

PROGETTI

Nella ricerca empirica su molti ed eterogenei materiali condotta dall’artista in studio, alcuni (metalli, plexiglas, caratteri per stampa, vetro) sono divenuti elementi imprescindibili di una originale poetica artistica, altri invece (piume, trucioli e scarti di lavorazione del metallo, bottiglie di vetro) elementi compositivi di alcune singolari produzioni temporaneamente abbandonate, prototipi in potenziale attesa di nuovi sviluppi futuri.

ACCAMPAMENTI ROMANI

Su sfondi pittorici caratterizzati da rossi intensi si sviluppano le semplici e immediate geometrie piane dei reticoli degli accampamenti romani, tracciate lungo assi ortogonali con lettere di piombo che delimitano e racchiudono in spazi fisici definiti i pensieri dell’artista, le sue riflessioni circa la storia dell’uomo, pretesto narrativo per svelare e ridiscutere le violenze perpetrate da ciascuna cultura. La struttura ordinata della composizione rimanda all’ordine degli accampamenti militari.

ACCAMPAMENTI ROMANI

Su sfondi pittorici caratterizzati da rossi intensi si sviluppano le semplici e immediate geometrie piane dei reticoli degli accampamenti romani, tracciate lungo assi ortogonali con lettere di piombo che delimitano e racchiudono in spazi fisici definiti i pensieri dell’artista, le sue riflessioni circa la storia dell’uomo, pretesto narrativo per svelare e ridiscutere le violenze perpetrate da ciascuna cultura. La struttura ordinata della composizione rimanda all’ordine degli accampamenti militari.

BORGHI

Agglomerati di cristalli di vetro, caratteri di piombo e bacchette di vetro piantati sui supporti plastici degli oggetti scultorei e fori praticati sulla superficie dell’opera tracciano i perimetri e delineano gli sviluppi urbanistici di futuribili e utopiche città.

BORGHI

Agglomerati di cristalli di vetro, caratteri di piombo e bacchette di vetro piantati sui supporti plastici degli oggetti scultorei e fori praticati sulla superficie dell’opera tracciano i perimetri e delineano gli sviluppi urbanistici di futuribili e utopiche città.

CALIGRAMMI

ITALO CALVINO

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un artista contano soltanto le opere. Quando contano naturalmente.

J. M. BARRIE

Dio ci ha donato la memoria così possiamo avere le rose anche a dicembre.

CONFUCIO

Le stelle sono buchi nel cielo da cui penetra la luce dell’infinito.

PIUME

Piume come sospinte dall’aere della fantasia.

CALIGRAMMI

ITALO CALVINO

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un artista contano soltanto le opere. Quando contano naturalmente.

J. M. BARRIE

Dio ci ha donato la memoria così possiamo avere le rose anche a dicembre.

CONFUCIO

Le stelle sono buchi nel cielo da cui penetra la luce dell’infinito.

PIUME

Piume come sospinte dall’aere della fantasia.

GUTTEMBERG

L’uso dei caratteri di piombo e di legno, oggetti ormai dismessi dall’avvento dell’informatica e del digitale, vengono riscoperti e utilizzati dall’artista in molte produzioni riconducibili a questo fondamentale ciclo di ricerca. La bellezza del carattere mobile, omaggio alla stampa inventata da Johannes Gutenberg, recupera l’oggetto in virtù delle sue potenzialità estetiche intrinseche per formare immagini astratte, dal valore assoluto e “collegare”, come spiega l’artista, “il Rinascimento al XXI secolo”.

GUTTEMBERG

L’uso dei caratteri di piombo e di legno, oggetti ormai dismessi dall’avvento dell’informatica e del digitale, vengono riscoperti e utilizzati dall’artista in molte produzioni riconducibili a questo fondamentale ciclo di ricerca. La bellezza del carattere mobile, omaggio alla stampa inventata da Johannes Gutenberg, recupera l’oggetto in virtù delle sue potenzialità estetiche intrinseche per formare immagini astratte, dal valore assoluto e “collegare”, come spiega l’artista, “il Rinascimento al XXI secolo”.

LAMIERE ANTISDRUCCIOLO

Le lamiere antisdrucciolo, prodotte industrialmente con vari materiali, vengono realizzate con rilievi a rombo per dar loro maggior rigidità e resistenza al calpestio ed allo scivolamento e impiegate principalmente per camminamenti. Grazie al rilievo dei rombi, l’oggetto assomiglia vagamente a una tela estroflessa di Castellani e, oltre a risvegliare nell’osservatore un istinto di fruizione tattile, diviene pretesto per ridiscutere i principi di autoreferenzialità estetica del prodotto artistico.

LAMIERE ANTISDRUCCIOLO

Le lamiere antisdrucciolo, prodotte industrialmente con vari materiali, vengono realizzate con rilievi a rombo per dar loro maggior rigidità e resistenza al calpestio ed allo scivolamento e impiegate principalmente per camminamenti. Grazie al rilievo dei rombi, l’oggetto assomiglia vagamente a una tela estroflessa di Castellani e, oltre a risvegliare nell’osservatore un istinto di fruizione tattile, diviene pretesto per ridiscutere i principi di autoreferenzialità estetica del prodotto artistico.

LAMIERE STIRATE

L’uso di questo materiale, mutuato dal mondo dell’edilizia, ha permesso all’artista di intraprendere un ragionamento sull’oggetto artistico e sulla sua valenza espressiva latente, sulla sua bellezza intrinseca, sul suo potenziale significato comunicativo. Un objet trouvé duchampiano pronto all’uso, selezionato dall’artista poiché bello per se stesso, in virtù delle sue caratteristiche estetiche.

LAMIERE STIRATE

L’uso di questo materiale, mutuato dal mondo dell’edilizia, ha permesso all’artista di intraprendere un ragionamento sull’oggetto artistico e sulla sua valenza espressiva latente, sulla sua bellezza intrinseca, sul suo potenziale significato comunicativo. Un objet trouvé duchampiano pronto all’uso, selezionato dall’artista poiché bello per se stesso, in virtù delle sue caratteristiche estetiche.

LAMINE

Lamine di zinco, alluminio, piombo, rame, ottone, lavorate a sbalzo e a bulino, talvolta modificate dall’azione del fuoco e di acidi corrosivi, raccontano storie nelle quali si incontrano elementi alchemici e pensieri filosofici. Accolgono i segni impressi dall’artista che ne mutano le strutture evidenziando la bellezza intrinseca dei materiali.

LAMINE

Lamine di zinco, alluminio, piombo, rame, ottone, lavorate a sbalzo e a bulino, talvolta modificate dall’azione del fuoco e di acidi corrosivi, raccontano storie nelle quali si incontrano elementi alchemici e pensieri filosofici. Accolgono i segni impressi dall’artista che ne mutano le strutture evidenziando la bellezza intrinseca dei materiali.