NeoDinamismo

NEODINAMISMO – VUOTO E PIENO

Una “forma tangibile” si eleva da una unità materiale e crea una “forma vuoto”.

La nostra epoca, come nel passato, è segnata da egoismi.

L’uomo all’insegna della libertà e della giustizia chiude confini e

innalza barriere con mire protezionistiche.

Tuttavia l’uomo contemporaneo, nel passato schiavo e poi servo della gleba, sta migliorando anche se ancora ben lontano dal riconoscere la libera circolazione delle genti, dal non distinguere il colore della pelle e la parità di genere.

L’arte progredisce con il progredire dell’uomo con il vantaggio che non conosce confini ,non distingue il colore della pelle e la parità di genere.

Dal XX secolo le ingegnosità artistiche sono accresciute con la possibilità di usare varie tecnologie quali il collage, l’utilizzo di materiali vari, la fotografia, i video, immagini generate col computer ecc.

Marcel Duchamp e Lucio Fontana hanno rivoluzionato l’arte del XX

secolo.

Marcel Duchamp è l’inventore dell’arte concettuale ed ha ideato il “ready-made”.

Diede all’artista una sorta di capacità divinatoria (e canzonatoria) con cui identificare e certificare un oggetto di uso comune come opera d’arte.

Con l’orinatoio rovesciato, (battezzato fontana), Duchamp ti invita a guardare l’oggetto senza pregiudizi.

Tuttavia, l’orinatoio-fontana non è stato ancora accettato dai più anche se sono passati più di cento anni dalla sua invenzione.

Con Duchamp si è passati dalla presentazione alla rappresentazione.

“Non volevo più fare niente con le mie mani…Desideravo introdurre in pittura qualcosa di diverso rispetto al cosiddetto inconscio della mano, che poi non è affatto inconscio, ma piuttosto abilità, destrezza. Che uno dipinga male, minuziosamente come un pittore accademico o con macchie di colore come Matisse, per me è assolutamente identico: lo strumento resta sempre la mano, e io volevo liberarmi delle mie mani”.

Pablo Picasso “Svaligiano il magazzino di Duchamp cambiando solo l’imballaggio”.

Lucio Fontana è sempre stato un rivoluzionario ed è sintomatico, che già attorno al 1947, sentisse l’insufficienza del quadro a cavalletto e la necessità di un’arte capace di trascendere i limiti della superficie della tela.

I buchi segnano una traccia compositiva, un disegno e una strutturazione volumetrica che lascia affiorare lo spazio.

Fontana afferma che non si deve più considerare il quadro e la statua come meta dell’arte visuale, per sopravvivere le opere devono acquisire una forma che non sia più quella del quadro da cavalletto o del soprammobile.

Dopo i buchi ed i tagli, un’altra intuizione è stato quello dei “Quanta”: tele di forme irregolari percorse da tagli, disposte casualmente sulla parete.

Fontana, nato scultore, non crea quadri, usa la tela come materia che lui scolpisce per scoprire lo spazio dietro ai suoi buchi ed ai suoi tagli.

Ancor oggi i buchi ed i tagli, come l’orinatoio di Duchamp, non sono

accettati dai più.

Peraltro la pittura-pittura, talvolta, raggiunge vette di poesia- fantasia- invenzione inarrivabili con tecniche differenti.

Anche la meccanica quantistica ha contribuito a rivoluzionare l’arte. E’ una teoria , che i suoi stessi inventori non hanno capito del tutto, che ha indicato come spiegare il comportamento della materia nel mondo macroscopico.

Sino alla fine del XIX secolo il pensiero era condizionato da verità immutabili.

Oggi le scienze non hanno difficoltà a riconoscere di essere soltanto ipotesi che possono essere smentite.

Nel 1927 Werner Heisemberg annunciò il principio di indeterminazione.

Il principio di indeterminazione da un punto di vista concettuale significa che l’osservatore, cioè lo scienziato che fa la misura, non può essere considerato un semplice spettatore, ma che il suo intervento nel misurare le cose, produce effetti non calcolabili, e dunque una indeterminazione che non si può calcolare.

L’indeterminazione elimina la nozione di certezza, sostituendola con

quella di probabilità.

Werner Heisenberg 1901- 1976

– non si può misurare contemporaneamente la velocità e la funzione di una particella

la verità non esiste finché non viene osservata

Niels Boher 1885 – 1962

L’uomo è al contempo spettatore e attore del grande dramma dell’esistenza.

Uno dei più brillanti fisici Richard Feguman nel 1965 ha dichiarato: Nessuno la comprende davvero.

E non la si comprende a tutt’oggi.

Movimento: l’azione del muovere o del muoversi

Il movimento si rapporta con lo spazio/tempo.

L’oggetto si muove nello spazio ed il tempo, quale uccellaccio implacabile, lo sorvola e lo accompagna in tutti i suoi spostamenti indipendentemente dalla velocità con cui si muove.

Il dinamismo può essere interpretato in più modi:

-concezione che consideri la forza e l’energia come unica realtà sostanziale dell’universo

-complesso di manifestazioni dinamiche

-qualità di ciò che è dinamico o che tale si definisce

-rapidità d’azione

Un’opera d’arte essendo statica puo’ essere dinamica, non in

movimento.

La dinamicità viene espressa con linee diagonali, piani sovrapposti, oppure con mezzi meccanici o altro.

Il movimento che percorre lo spazio/tempo non può essere rappresentato.

Panta Rei Eraclito 535/475 A.C. descrive il mondo come un flusso perenne in cui tutto scorre esattamente come l’acqua di un fiume: non ci si può mai bagnare due volte nella stessa acqua.

Aristotele diceva che la natura rifiuta il vuoto. Aveva ragione. Il vuoto non esiste. Tutto l’universo è permeato da particelle infinitesimali, da onde gravitazionali, da onde elettromagnetiche ecc…

I buchi chiamati vuoti, non contengono materia propriamente detta, sono considerati forme significative sia in occidente che oriente.

Il vuoto è un elemento fondamentale al pari del pieno. Non si può pensare al pieno e non pensare al vuoto. In un’opera d’arte sono entrambi necessari.

Per Roberto Pasini, autore di “Il vuoto nell’arte contemporanea”, l’idea del vuoto porta più ai lidi dell’astrazione che non a quelli della concretezza.

Il vuoto di Klein

Il 28-04-1958 nella Galleria Iris Clert di Parigi Klein presenta una piccola stanza vuota (20mq) interamente dipinta di bianco; rappresenta il vuoto.

Gli spettatori camminano e sostano. Nulla da vedere.

Dadamaino, pseudonimo di Edoarda Emilie Marino, fora la tela con grandi buchi di forma ovale che chiama volumi.

Si può definire vuoto tutto ciò che può essere riempito e quando è riempito otteniamo il “pieno”.

Senza vuoto non c’è forma.

Il mondo è un insieme di pieni e di vuoti e l’arte li può esprimere.

In Oriente il vuoto è condizione perché il pieno possa esistere. Il vuoto nel taoismo

– Si ha un bel riunire trenta raggi in un mozzo

L’utilità della vettura dipende da ciò che non c’è

– Si ha un bel lavorare l’argilla per fare vasellame

L’utilità del vasellame dipende da ciò che non c’è

– Si ha un bel aprire porte e finestre per fare una casa

L’utilità della casa dipende da ciò che non c’è

Così, traendo partito da ciò che è, si utilizza ciò che non c’è.

Un’opera dinamica si attua estraendo elementi da una unità materiale per poi assemblarli in una o più forme. L’unità materiale diventa matrice che contiene vuoto.

Il movimento nell’opera d’arte visuale si attua nel momento della sua

realizzazione.

Dopo l’oggetto diviene dinamico.

Il movimento non c’è, viene solo percepito.

Nell’opera Neodinamica la dinamicità si avverte, oltre che con la configurazione che l’artista le conferisce con l’idea, con il vuoto incluso nella matrice.

Il vuoto è astrazione / dinamicità e al tempo stesso forma.

Paul Klee diceva: l’arte non produce il visibile ma rende visibile.

Un’opera neodinamica si compone di due parti: forma “vuoto “ (contenuta nella matrice); forma “tangibile” realizzata con gli

elementi estratti dell’unità materiale divenuta matrice.

La forma tangibile viene posta sopra alla matrice o in altro spazio.

L’artista nel momento in cui si accinge a realizzare la forma tangibile, pur avendo in mente più forme possibili, né potrà realizzare una soltanto. Dovrà scegliere quale.

Le altre già pensate o che penserà, saranno fattibili in momenti, giorni, anni a venire. Eventualmente in collaborazione con altri artisti.

La forma “vuoto” rimarrà sempre la stessa, la forma “tangibile”

varierà nel tempo.

Questa variabilità, nell’opera neodinamica, è definita

INDETERMINAZIONE.

SCULTURE NEODINAMICHE, con idonee caratteristiche, possono essere appese A PARETE.

Queste sculture, tra l’altro, dovranno essere penetrabili dalla luce e dotate di distanziatori per essere spaziate di almeno 10 centimetri dalla parete.

Michelangelo diceva che ogni blocco di pietra ha una statua dentro di se che è compito dello scultore togliere il superfluo per scoprila.

Lo scultore neodinamico realizza l’opera con tutta la materia (unità materiale) di cui dispone. Non si disfa del superfluo.

Estrae gli elementi dall’unità materiale.

L’unità materiale diviene matrice e “forma vuoto”.

Assembla gli elementi in una “forma tangibile”

Colloca la forma tangibile sopra alla matrice o nello spazio.

“FORMA VUOTO” e “FORMA TANGIBILE”, nell’insieme sono OPERA NEODINAMICA.

Se gli elementi estratti dall’unità materiale, generando vuoto, fossero ricollocati nel vuoto da cui derivavano, l’unità materiale si mostrerebbe come in origine.

Una scultura neodinamica, diversamente da una scultura tradizionale, ha limiti determinati da parametri che la caratterizzano.

E’ per definizione: una “forma tangibile” che si solleva da una unità materiale e crea una “forma vuoto”.

Se ne desume che i volumi corrispondenti alle “forma vuoto” e “forma tangibile” si equivalgono e allo stesso tempo fanno parte di una singola unità materiale.

Il che non si avvera in una scultura tradizionale.

1 gennaio 2020

muriotto

Lucio Fontana e l’alfabeto morse

Lucio Fontana con Marcel Duchamp ha rivoluzionato l’arte.

Per omaggiare Lucio ho pensato di mandare nello spazio esplorato da Fontana con buchi e tagli, il suo nome.

Per farlo ho usato l’alfabeto Morse sostituendo buchi e tagli con punti e linee.

Il suo nome si compone di 12 lettere che tradotto nel linguaggio Morse diventa 16 punti e 16 linee.

Ho estratto dall’unità materiale punti e linee (fori e tagli) disposti in modo che appaia, scritto in alfabeto Morse, LUCIO FONTANA.

Ho progettato 12 forme tra le innumerevoli possibili.

Ottobre 2019 Angelo Muriotto

Concetto Neodinamico

Metallo verniciato polvere cm 298x98x20 

base cm 115x115xH80